Maddalibristi: resoconto del 30 gennaio

Nell’attesa del prossimo appuntamento per il 26 aprile, ecco il resoconto dell’ultimo incontro. Film, libri e chiacchiere la fanno ancora una volta da protagonisti… Buona lettura.

“Quand’ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che ho fatto mio da allora. ‘Tutte le volte che hai voglia di parlare di libri e mangiare focaccia, ricordati che puoi contare sugli incontri mensili dei Maddalibristi'”.
Incipit de “Il Grande Gatsby” di F.S.Fitzgerald, notoriamente conosciuto come estimatore del Madd@52.

A dispetto di un lavandino non funzionante, la serata è filata via liscia come una saponetta dentro un catino di acqua calda.
Il tema del mese era: “Qual è il libro che vi ha terrorizzato di più?”
Tiziana Mameli (qualcun* la inviti, altrimenti temo che il tag non abbia effetto 😀 ) ha sollevato un’importante questione: “In che senZo? Cioè, un libro che ci ha spaventato o che ci ha fatto desistere dal leggerlo?”
Cosa non da poco, tanto che abbiamo parlato delle 50 sfumature di grigio della questione.
La Mameli, per esempio, ci ha rivelato di aver avuto un disagio del bigolo, leggendo un romanzo su Ted Bundy, un serial killer americano degli anni Settanta: il testo, infatti, è stato scritto da una giornalista che, senza sapere delle sue tendenze omicide, è stata per lungo tempo sua amica. Brrr.
Marzia Giorgi, per esempio, è stata turbata da “IT” di Stephen King (galleggiagalleggiagalleggia), da “Papillon” di Henri Charrière e da un racconto di Niccolò Ammaniti, “Fango”, incentrato su uno stupro quantomai realistico. A proposito di aggressioni sessuali e atmosfere profondamente disturbanti, Claudia Ravaioli ha citato “I ragazzi del massacro” di Giorgio Scerbanenco (personalmente, confermo, però consiglio anche, perché Scerbanenco e il suo Duca Lamberti meritano attenzione).
Io ho provato un disagio profondissimo leggendo “Sputerò sulle vostre tombe” di Boris Vian: va bene l’abiezione (anzi, no, cosa dico?), ma, in quel libro, Vian ha dato fondo alle scorte della nonna, eh! Non l’ho finito e non ho intenzione di riprenderlo in mano, toh.
Anche Veronica Grace ha avuto un’esperienza spiacevole con Ammaniti, però leggendo “Branchie” (che è ambientato a Genova, lo sapete? Sapevatelo!), che le ha messo addosso un bel po’ di anZia.
Marco, il nostro amico di Apricale, non ha paura neanche di Barbablù, e i libri ” di paura” consigliategli da un’amica appassionata di thriller, come “Il silenzio degli innocenti” di Harris e i romanzi della scrittrice genovese Claudia Salvatori, gli sono piaciuti, ma senza fargli fare brutti sogni.

Marco, poi, ci ha raccontato dell’interessante incontro a cui ha assistito nell’ambito della rassegna culturale Boreali Festival, in svolgimento in città (si concluderà oggi): Dario Vergassola ha intervistato lo scrittore svedese Fredrik Sjöberg, autore del romanzo “L’arte di collezionare mosche”. Nel libro, Sjöberg racconta (anche) la sua esperienza di entomologo appassionato di mosche (“Meglio le mosche delle farfalle: viste da vicino, le farfalle non sono mica tanto belle, eh”, cit. Claudia) e Vergassola l’ha intervistato a modo suo, lasciando inizialmente interdetto l’uomo venuto dalla Svezia, che, però, compresa l’ironia dell’interlocutore, ha saputo rispondergli a tono.
Vergassola: “Se lei al ristorante trova una mosca nella minestra cosa fa?”
Sjoberg: “Se manca alla mia collezione ringrazio molto il cameriere, il cuoco ed il ristoratore” 😀
Sjöberg si dedicherà presto a un libro ambientato a Bordighera: chissà che Marco, che conosce quei luoghi come le sue tasche, non possa fargli da guida? 🙂
Aspettiamo il suo racconto del match letterario (sempre nell’ambito del Boreali Festival), dedicato a Pippi Calzelunghe, che è andato a seguire, abbandonandoci al nostro destino di pigolatrici, .

Mangiando focaccia di tutti i tipi (quella con le olive, accompagnata dalla mortazza, è un piatto da gourmet, parola della Giorgi), abbiamo ancora parlato di libri e letture, ma lo spazio sul mio hard disk mnemonico deve essere improvvisamente finito, perché non ricordo nient’altro. Brutto segno, signora mia.

A latere, ho preso in prestito alcuni libri grazie alla biblioteca di quartiere e all’interscambio con la Berio (approfittatene tutti! Cosa aspettate? 🙂 Gli scaffali del Madd@52 vi aspettano carichi di titoli interessanti):
– “Everyman” di Philip Roth;
– “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof, di cui Valentina Kinoko Morelli e Aleyster Mysterio ci avevano parlato durante l’ultimo incontro;
– “L’arte di collezionare mosche” 😀 😀 L’ho fatto mio immantinente, insomma. E l’ho già iniziato!

Claudia, infine, ci ha ricordato che sta raccogliendo nuovamente segnalazioni per acquisire nuovi testi per la Berio (da condividere con il Madd@): se avete dei libri da segnalare, verificate prima che non siano già presenti a catalogo (http://catalogo.sbi.genova.it/F?RN=729531076. Per la libera consultazione, non occorre fare login/identificazione).

A meno di modifiche, il prossimo appuntamento dei Maddalibristi è stato già fissato: raga, ci si becca il 26 aprile, stesso posto, stessa ora, stesso bar. Ah, no! Pezzali, è tutta colpa tua…”