Consiglio comunale approva acquisizione 11 beni Canfarotta. “Primo passo ma non sufficiente”

Il Consiglio comunale ha approvato ieri, 14 febbraio, la delibera che prevede l’acquisizione da parte del Comune di Genova di 11 tra i 46 beni (dei 115 totali) confiscati alla famiglia Canfarotta nella storica sentenza del 2014. “Primo passo, indispensabile ma non sufficiente”, commenta il Cantiere per la Legalità responsabile (di cui AMa è parta attiva), che ieri era presente all’incontro proprio per dare un chiaro segno di presenza al Municipio genovese.

“La delibera approvata quest’oggi rappresenta un primo passo, importante anche se sicuramente non sufficiente – scrive il Cantiere in una nota – : oggetto della delibera è infatti solo un gruppo molto esiguo di unità immobiliari, 11 su 96.
Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale, quella in carica e quella futura, faccia seguire all’acquisizione gli adeguati interventi per l’insediamento di attività che possano davvero rigenerare le aree in cui i beni sono ubicati, scongiurando il rischio che tornino ad essere locali anonimi. La strada che da sempre abbiamo promosso è quella di un bando pubblico, aperto e trasparente. La recente approvazione del Regolamento dei Beni Comuni può quindi rappresentare un utile strumento.
Requisito essenziale di questi provvedimenti è però l’inserimento del tema particolare dei beni confiscati alla criminalità organizzata in un quadro complessivo, unitario e trasversale ai vari ambiti dell’amministrazione comunale.
Auspichiamo inoltre che il Comune di Genova non venga lasciato solo: tutti gli Enti Locali, a partire dalla Regione Liguria, facciano la loro parte nel sostenere questo processo.
Esiste una legge regionale, la n.7 del 2012, che prevederebbe misure di sostegno agli Enti Locali che recuperano e riutilizzano i beni confiscati: legge che, purtroppo, non ha mai avuto finanziamenti adeguati.
Rispetto ai beni ancora in gestione da parte dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, esistono ancora forti criticità, evidenziate di recente da alcuni articoli apparsi sulla stampa locale e nazionale. Criticità che impongono la massima attenzione da parte di tutte le Istituzioni coinvolte, a partire dall’Agenzia per arrivare alla Prefettura di Genova”.

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