I Campioni dell’Economia circolare: Legambiente e il suo video dedicato a Si Chiama Pietro

Si chiama I Campioni dell’Economia circolare ed è il nuovo video che Legambiente nazionale ha dedicato a “Si Chiama Pietro”, il progetto innovativo ideato da Marco e Stefania di AMa e rivolto allo scambio di quartiere. Buona Visione!

Clicca qui per conoscere i dettagli del progetto.

“La Resistenza è viva”: il 21 aprile @ Teatro Altrove

Diffondere i valori dell’antifascismo e della condivisione attraverso la memoria della lotta partigiana nel Sestiere della Maddalena, “per dare voce a chi oggi lotta e resiste”. È questo l’obiettivo che si pone il Ciclo di incontri “La Resistenza è viva, Viva la Resistenza”, un viaggio nella storia delle lotte partigiane a Genova e nella Maddalena, attraverso i racconti di coloro che quelle lotte le hanno vissute personalmente e di chi negli anni ha cercato di mantenerne viva la memoria, anche attraverso l’arte e la letteratura.

In particolare, il 21 aprile, saranno due gli eventi in programma: “La Resistenza… Memoria per il Futuro” e la “Resistenza è… Donna!”. Il primo, che si terrà alle ore 10, prevede l’incontro tra i partigiani Aria e Nina e i ragazzi delle scuole medie; mentre il secondo, che si terrà dalle ore 18 al Teatro Altrove, sarà dedicato alla presentazione del libro “Le eredità di Vittoria Giunti” di Gaetano Alessi, che dialogherà con la giornalista Mariapia Cavani. Seguirà il monologo teatrale su Bianca Paganini Mori, una delle donne deportate a Ravensbruk, interpretato da Lidia Siutz e tratto dallo spettacolo “Li chiamavano partigiani” di Franco Avran, che sarà presente all’incontro.

Il terzo evento, “La Resistenza… continua!”, avrà luogo il 5 maggio alle ore 18 a In Scia Stradda e parlerà soprattutto di Maddalena e Beni confiscati alla mafia. Tra gli interventi previsti quello di Libera Genova e dei ragazzi di Napoli dell’Associazione Adda passà’a nuttata, che gestiscono un bene confiscato alla camorra a Rione Sanità, e che dialogheranno con i ragazzi del Presidio Francesca Morvillo che animano il bene confiscato in Maddalena, In Scia Stradda. A concludere l’evento, alle ore 19:30, l’aperitivo condiviso in strada organizzato dagli abitanti di Vico Mele dell’Armata Brancaleone.

Ad introdurre il ciclo di incontri sarà Luca Curtaz, presidente AMa, al quale seguiranno i saluti del Presidente del Municipio Centro Est, Simone Leoncini, del Presidente provinciale ANPI Genova, Massimo Bisca, del vice presidente del circolo ANPI Regione Liguria “Sandro Pertini”, Caterina Grisanzio, e del presidente del circolo ANPI AMT ” Fulvio Cerofolini”, Luciano Della Scala.
Alle 20, infine, l’evento si sposterà al Maddalena52 (Via della Maddalena 52 R), lo spazio ad oggi sede di AMa, che diventerà l’occasione per continuare a chiacchierare e a resistere con un aperitivo condiviso, in compagnia delle Canzoni della Resistenza suonate dalla cornamusa di Elio Ghelli.

La parola “antifascista” va ben al di là del significato attribuito dai fatti della storia, perché richiama una cultura della condivisione per i temi della libertà e del vivere comune che è ormai diventata fondamentale in un quartiere come la Maddalena, in cui esempi individualisti rovinano la qualità della vita dei suoi abitanti raggiungendo anche forme di illegalità e devianza – spiega Luca Curtaz, presidente di AMa -. Per noi, parlare di Resistenza, quindi, ha un valore enorme perché rappresenta un’occasione per creare uno spazio di condi visione, strumento che da sempre ci poniamo come forma di contrasto al degrado e alla criminalità”.

Maddalibristi: resoconto del 30 gennaio

Nell’attesa del prossimo appuntamento per il 26 aprile, ecco il resoconto dell’ultimo incontro. Film, libri e chiacchiere la fanno ancora una volta da protagonisti… Buona lettura.

“Quand’ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che ho fatto mio da allora. ‘Tutte le volte che hai voglia di parlare di libri e mangiare focaccia, ricordati che puoi contare sugli incontri mensili dei Maddalibristi'”.
Incipit de “Il Grande Gatsby” di F.S.Fitzgerald, notoriamente conosciuto come estimatore del Madd@52.

A dispetto di un lavandino non funzionante, la serata è filata via liscia come una saponetta dentro un catino di acqua calda.
Il tema del mese era: “Qual è il libro che vi ha terrorizzato di più?”
Tiziana Mameli (qualcun* la inviti, altrimenti temo che il tag non abbia effetto 😀 ) ha sollevato un’importante questione: “In che senZo? Cioè, un libro che ci ha spaventato o che ci ha fatto desistere dal leggerlo?”
Cosa non da poco, tanto che abbiamo parlato delle 50 sfumature di grigio della questione.
La Mameli, per esempio, ci ha rivelato di aver avuto un disagio del bigolo, leggendo un romanzo su Ted Bundy, un serial killer americano degli anni Settanta: il testo, infatti, è stato scritto da una giornalista che, senza sapere delle sue tendenze omicide, è stata per lungo tempo sua amica. Brrr.
Marzia Giorgi, per esempio, è stata turbata da “IT” di Stephen King (galleggiagalleggiagalleggia), da “Papillon” di Henri Charrière e da un racconto di Niccolò Ammaniti, “Fango”, incentrato su uno stupro quantomai realistico. A proposito di aggressioni sessuali e atmosfere profondamente disturbanti, Claudia Ravaioli ha citato “I ragazzi del massacro” di Giorgio Scerbanenco (personalmente, confermo, però consiglio anche, perché Scerbanenco e il suo Duca Lamberti meritano attenzione).
Io ho provato un disagio profondissimo leggendo “Sputerò sulle vostre tombe” di Boris Vian: va bene l’abiezione (anzi, no, cosa dico?), ma, in quel libro, Vian ha dato fondo alle scorte della nonna, eh! Non l’ho finito e non ho intenzione di riprenderlo in mano, toh.
Anche Veronica Grace ha avuto un’esperienza spiacevole con Ammaniti, però leggendo “Branchie” (che è ambientato a Genova, lo sapete? Sapevatelo!), che le ha messo addosso un bel po’ di anZia.
Marco, il nostro amico di Apricale, non ha paura neanche di Barbablù, e i libri ” di paura” consigliategli da un’amica appassionata di thriller, come “Il silenzio degli innocenti” di Harris e i romanzi della scrittrice genovese Claudia Salvatori, gli sono piaciuti, ma senza fargli fare brutti sogni.

Marco, poi, ci ha raccontato dell’interessante incontro a cui ha assistito nell’ambito della rassegna culturale Boreali Festival, in svolgimento in città (si concluderà oggi): Dario Vergassola ha intervistato lo scrittore svedese Fredrik Sjöberg, autore del romanzo “L’arte di collezionare mosche”. Nel libro, Sjöberg racconta (anche) la sua esperienza di entomologo appassionato di mosche (“Meglio le mosche delle farfalle: viste da vicino, le farfalle non sono mica tanto belle, eh”, cit. Claudia) e Vergassola l’ha intervistato a modo suo, lasciando inizialmente interdetto l’uomo venuto dalla Svezia, che, però, compresa l’ironia dell’interlocutore, ha saputo rispondergli a tono.
Vergassola: “Se lei al ristorante trova una mosca nella minestra cosa fa?”
Sjoberg: “Se manca alla mia collezione ringrazio molto il cameriere, il cuoco ed il ristoratore” 😀
Sjöberg si dedicherà presto a un libro ambientato a Bordighera: chissà che Marco, che conosce quei luoghi come le sue tasche, non possa fargli da guida? 🙂
Aspettiamo il suo racconto del match letterario (sempre nell’ambito del Boreali Festival), dedicato a Pippi Calzelunghe, che è andato a seguire, abbandonandoci al nostro destino di pigolatrici, .

Mangiando focaccia di tutti i tipi (quella con le olive, accompagnata dalla mortazza, è un piatto da gourmet, parola della Giorgi), abbiamo ancora parlato di libri e letture, ma lo spazio sul mio hard disk mnemonico deve essere improvvisamente finito, perché non ricordo nient’altro. Brutto segno, signora mia.

A latere, ho preso in prestito alcuni libri grazie alla biblioteca di quartiere e all’interscambio con la Berio (approfittatene tutti! Cosa aspettate? 🙂 Gli scaffali del Madd@52 vi aspettano carichi di titoli interessanti):
– “Everyman” di Philip Roth;
– “Trilogia della città di K.” di Agota Kristof, di cui Valentina Kinoko Morelli e Aleyster Mysterio ci avevano parlato durante l’ultimo incontro;
– “L’arte di collezionare mosche” 😀 😀 L’ho fatto mio immantinente, insomma. E l’ho già iniziato!

Claudia, infine, ci ha ricordato che sta raccogliendo nuovamente segnalazioni per acquisire nuovi testi per la Berio (da condividere con il Madd@): se avete dei libri da segnalare, verificate prima che non siano già presenti a catalogo (http://catalogo.sbi.genova.it/F?RN=729531076. Per la libera consultazione, non occorre fare login/identificazione).

A meno di modifiche, il prossimo appuntamento dei Maddalibristi è stato già fissato: raga, ci si becca il 26 aprile, stesso posto, stessa ora, stesso bar. Ah, no! Pezzali, è tutta colpa tua…”

Consiglio comunale approva acquisizione 11 beni Canfarotta. “Primo passo ma non sufficiente”

Il Consiglio comunale ha approvato ieri, 14 febbraio, la delibera che prevede l’acquisizione da parte del Comune di Genova di 11 tra i 46 beni (dei 115 totali) confiscati alla famiglia Canfarotta nella storica sentenza del 2014. “Primo passo, indispensabile ma non sufficiente”, commenta il Cantiere per la Legalità responsabile (di cui AMa è parta attiva), che ieri era presente all’incontro proprio per dare un chiaro segno di presenza al Municipio genovese.

“La delibera approvata quest’oggi rappresenta un primo passo, importante anche se sicuramente non sufficiente – scrive il Cantiere in una nota – : oggetto della delibera è infatti solo un gruppo molto esiguo di unità immobiliari, 11 su 96.
Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale, quella in carica e quella futura, faccia seguire all’acquisizione gli adeguati interventi per l’insediamento di attività che possano davvero rigenerare le aree in cui i beni sono ubicati, scongiurando il rischio che tornino ad essere locali anonimi. La strada che da sempre abbiamo promosso è quella di un bando pubblico, aperto e trasparente. La recente approvazione del Regolamento dei Beni Comuni può quindi rappresentare un utile strumento.
Requisito essenziale di questi provvedimenti è però l’inserimento del tema particolare dei beni confiscati alla criminalità organizzata in un quadro complessivo, unitario e trasversale ai vari ambiti dell’amministrazione comunale.
Auspichiamo inoltre che il Comune di Genova non venga lasciato solo: tutti gli Enti Locali, a partire dalla Regione Liguria, facciano la loro parte nel sostenere questo processo.
Esiste una legge regionale, la n.7 del 2012, che prevederebbe misure di sostegno agli Enti Locali che recuperano e riutilizzano i beni confiscati: legge che, purtroppo, non ha mai avuto finanziamenti adeguati.
Rispetto ai beni ancora in gestione da parte dell’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, esistono ancora forti criticità, evidenziate di recente da alcuni articoli apparsi sulla stampa locale e nazionale. Criticità che impongono la massima attenzione da parte di tutte le Istituzioni coinvolte, a partire dall’Agenzia per arrivare alla Prefettura di Genova”.

Leggi anche: Legalità: subito alla cittadinanza i beni Canfarotta

Legalità e convivenza: nuovi interventi per la Maddalena

Dopo un anno di campagna di ascolto, il progetto Dare un posto al Disordine è entrato nella sua fase operativa. L’obiettivo, adesso, è organizzare gli interventi concreti volti a trasformare i “fenomeni devianti (prostituzione, manifestazioni di inciviltà, spaccio di droga, etc…) che minano “le forme di convivenza” di uno dei quartieri più storici e promettenti di Genova. Le azioni si concentreranno sulle zone più a rischio, quali gli slarghi di via della Maddalena, vico Rosa, vico Mele, piazza Cernaia. In Piazza Lavagna, invece, si lavorerà per conciliare l’anima residenziale con la vita notturna offerta dagli esercizi commerciali.

Nell’attesa che le azioni vengano definite nello specifico, rimangono certi i seguenti interventi:
– operazioni di pulizia e arredo urbano a cura del Sestiere. Tra queste rientra lo spostamento al chiuso dei cassonetti di vico sottile;
Laboratorio di Piazza Lavagna, volto a trovare un punto di incontro tra abitanti e commercianti;
– campagne multilingue di informazione e sensibilizzazione finalizzate al rispetto delle norme e dei regolamenti da parte degli esercenti della Maddalena;
– occupazione “virtuosa” del territorio mediante
l’avvio di attività di presidio creativo dello spazio pubblico;
– attività finalizzate alla prevenzione e sicurezza mediante l’integrazione. Tra queste rientra la costituzione di un gruppo di allenamento di rugby con i migranti che stazionano in vico mele e abitanti volontari della zone;
– maggiore presenza delle forza dell’ordine.

Ricordiamo che Dare un posto al disordine è un progetto nato alla fine del 2015 dalla collaborazione tra il Comune di Genova e diverse realtà sociali quali A.Ma, Coop, La Comunità, Arci, Coop, il Laboratorio, Ass.Med.Com. Il progetto si è aggiudicato il primo posto della prima edizione del Premio nazionale del Forum italiano di sicurezza urbana (FISU) e ha l’obiettivo di rendere il quartiere della Maddalena più sicuro, pulito e vivibile, mediante l’eliminazione di comportamenti devianti e una migliore convivenza tra esercizi commerciali e residenti. Per realizzare tali obiettivi, è stata costituita un’équipe multidisciplinare (pulizia municipale e operatori sociali) in grado di offrire al territorio le competenze di professionisti per promuovere un uso corretto dello spazio pubblico, mediante attività di mediazione territoriale, prevenzione e contrasto al disordine.
Come anticipato, il progetto è ora entrato nella sua fase operativa, dopo aver concluso un anno di campagna di ascolto che ha visto coinvolti ben 264 persone per 19 incontri tra associazioni, abitanti, commercianti e operatori sociali sul quartiere della Maddalena. Prossimo obiettivo, adesso, individuare le azioni concrete emerse nel corso della campagna di ascolto.

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Festa tesseramento: 18 febbraio @ Teatro Altrove

Musica, cibo e tanto divertimento, ma soprattutto un’occasione per rinnovare la tessera associativa A.Ma e festeggiare quanto siamo riusciti a realizzare in quest’anno per il nostro quartiere della Maddalena. E’ questo quello che ci proponiamo per la prossima Festa del tesseramento 2017 che si terrà il 18 febbraio alle ore 19 presso il Teatro Altrove.

Nella prima parte della serata ci sarà un aperitivo partecipato, per il quale chiediamo ai nostri ospiti di coccolare i nostri palati con dei manicaretti, o qualcosa da bere.
Chi vuole contribuire alla festa ovviamente lo può fare anche allestendo il tutto insieme ad AMa, nella decorazione o la preparazione della sala. Chi vuole apparecchiare la tavola, gonfiare dei palloncini o dare una mano a svuotare la pista da ballo è il benvenuto. Sabato sera verso le 17.30 si comincia. E domenica 19 febbraio, verso sera (ore 18) rimettiamo tutto come era prima, per le consuete attività del teatro Altrove.

Sia le adesioni gastronomiche, sia la partecipazione nei lavori di allestimento possono essere comunicati alla nostra mail a.ma.abitantimaddalena@gmail.com

Ma, ovviamente, oltre al nostro aperitivo partecipato ci sarà dell’altro: lasciamo a casa i tacchi 14 e mettiamoci dell’abbigliamento ballabile, perché non abbiamo evitato ne spese ne fatiche per trovare un DJ che ci fa scaldare il parquet dell’Altrove, con un mix di musica entusiasmante, funky e freaky, che sposa il reggae con il rock, e che unisce tutti i ballerini in platea, di qualsiasi credo musicale siano. Perché si può essere in disaccordo su tante cose, ma non sulla voglia di ballare!

Perché partecipare? Ciascuno ha a cuore la propria casa, l’ama, la cura, per fare in modo che diventi un ambiente quanto più confortevole possibile. Per noi, il quartiere della Maddalena è un po’ la stessa cosa, è il posto in cui viviamo e che vorremmo diventasse come lo immaginiamo. E’ per questo che quasi 5 anni fa, nel 2012 abbiamo costituito AMa, un gruppo di cittadini convinto che il cambiamento debba partire prima di tutto da noi abitanti, che il quartiere lo conosciamo più di ogni altro, perché lo viviamo tutti i giorni.

Anche nell’anno passato abbiamo cercato di lavorare per questo nostro sogno, abbiamo sudato insieme e portato avanti dei progetti e degli eventi.

Questo impegno ce lo vogliamo riconoscere, ce lo meritiamo. E quindi vorremmo vederci tutti per una mega-festa sabato, il 18. febbraio nel teatro di quartiere “Teatro Altrove”. Sarà anche la festa di tesseramento dell’anno 2017, dove, chi ci crede, chi vuole continuare, chi vuole provare, può fare la nuova tessera associativa.

Quella festa vuole essere una pacca sulle nostre spalle, perché siamo ancora qui, perché non vogliamo farci scoraggiare, e anche perché, diciamolo, quando ci si offre un’occasione per divertirci e stare insieme, la sappiamo cogliere. 

Un’ultima parola sulla scelta del colore della nuova tessera associativa: abbiamo scelto per l’anno 2017 l’arancione. Sentiamo quale significato si attribuisce a questo colore:

Il colore arancione è un colore caldo e nello spettro luminoso si colloca tra il rosso e il giallo.
Chi predilige l’arancione ha una grande vitalità, fiducia in se stesso, ottimismo e buonumore. Pondera le sue decisioni e denota forza, onore e generosità. Il colore arancione simboleggia la comprensione, la saggezza, l’equilibrio ed armonia interiore.
Nella cultura cinese e giapponese l’arancione è considerato come espressione di buon augurio.
Che il colore del 2017 ci sia di buon auspicio per le cose che vogliamo fare, per le energie che vogliamo mobilitare e per la buona riuscita del nuovo anno associativo.

Legalità: subito alla cittadinanza i beni Canfarotta

Acquisire, e quindi restituire alla cittadinanza, almeno i 46 beni liberi, e già periziati, facenti parte del blocco totale di 115 immobili (96 in città di cui 43 nella sola Maddalena) confiscati alla famiglia Canfarotta nella storica sentenza del 2014. È questa la richiesta che A.Ma, all’interno del Cantiere per la Legalità, ha recentemente fatto al Comune di Genova, a pochi giorni dalla delibera di acquisizione di 11 tra i 46 beni, per lo più su fondo strada, di cui 10 dislocati nel centro storico e 1 a Sampierdarena.

La delibera, che adesso dovrà passare all’esame del Consiglio comunale, rappresenta un primo timido passo – fa sapere Luca Curtaz, presidente di A.Ma –, ma rimangono ancora troppi i beni confiscati e non ancora acquisiti dal Comune. Questa è la sfida che la nostra associazione porterà avanti all’interno del Cantiere nel prossimo periodo. I beni confiscati, infatti – continua Curtaz – sono una grande risorsa per la collettività, un’opportunità che restituisce al quartiere spazi da riutilizzare socialmente, ma soprattutto dignità e giustizia a chi ogni giorno si impegna per migliorare il luogo in cui vive”.

Ricordiamo che, accanto ai 46 beni liberi già periziati dal Comune, rimangono ancora da acquisire tutti quei beni nuovamente occupati o da sempre occupati dai condannati, in alcuni dei quali – sostengono fonti non ancora accertate – si esercita tuttora la prostituzione. In questo contesto, A.Ma fa appello alla Prefettura, chiedendole di “svolgere il proprio ruolo e liberare gli immobili per restituirli alla collettività onesta”.

Prossimo appuntamento del Cantiere, adesso, sarà la convocazione di un’Assemblea in cui discutere sui passi effettuati e così individuare le prossime azioni da perseguire.

Storia. Il Cantiere per la legalità responsabile – ricordiamo – nasce ad inizio 2014 in concomitanza con la sentenza del 26 febbraio 2014 con la quale la Suprema Corte di Cassazione confermò la confisca in via definitiva di 115 immobili appartenenti ad una famiglia che operava nel centro storico genovese.
Si trattò di una sentenza “storica” considerata la consistenza degli immobili e la loro
ubicazione. Il procedimento era nato grazie alle operazioni portate avanti dalla Direzione Investigativa Antimafia di Genova all’interno dell’operazione “Terra di Nessuno” che portò, nel 2009, al sequestro di 139 immobili, situati a Genova ma anche a Palermo ed in provincia di Cuneo, oltre a conti correnti e titoli di credito (600 mila euro), quote societarie e veicoli, di proprietà dei sig.ri Canfarotta Benito, Lo Re Filippa e Canfarotta Salvatore, famiglia di origine palermitana immigrata a Genova nel 1970.

A seguito di questa confisca, e per mettere a sistema le già tante attività svolte dalle realtà attive nel quartiere della Maddalena in tema di sensibilizzazione pubblica al tema delle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata, le diverse associazioni, cooperative sociali, parrocchie e soggetti attivi nel quartiere decisero di iniziare un percorso che creasse attenzione e informazione sulla confisca Canfarotta e costituisse massa critica verso le istituzioni. L’obiettivo era spingere quest’ultime a prendersi carico dei beni e restituirli alla collettività per fini sociali, proprio come prevede la legge.

Il primo passo fu lavorare alla stesura di una carta di intenti condivisa, necessaria per affermare i valori che univano le realtà aderenti e che invitasse altre realtà ad aderire.

A.Ma fu proprio una delle prime realtà firmatarie del documento, i cui principi fondamentali possono essere sintetizzati in alcune parole chiave:
1) Rispetto: delle persone, delle decisioni prese insieme e cura degli spazi collettivi;
2) Responsabilità: delle proprie azioni e dei propri comportamenti di fronte agli altri;
3) Collegialità: le decisioni prese insieme in modi e forme condivise vanno rese operative;
4) Trasparenza: lo spazio nel quale ci muoviamo è da considerarsi spazio pubblico, per cui tutto ciò che facciamo deve essere il più possibile pubblico e chiaro;
5) Legalità responsabile: rispetto e pratica di quelle leggi che contribuiscono alla costruzione di una società più giusta ed equa a partire dal nostro territorio.

Nei suoi tre anni di attività, il Cantiere per la Legalità si è fatto promotore di diverse iniziative sulla legalità, tra le quali l’organizzazione di giornate di sensibilizzazione sul tema; incontri periodici di confronto con le istituzioni; azioni artistiche/culturali intraprese direttamente sulle saracinesche dei beni confiscati con l’obiettivo di trasmettere un valore simbolico di contrasto alle mafie.

Maddalibristi: resoconto dell’ultimo incontro

Si è mangiato e parlato di libri, ma anche di film, al nuovo incontro dei Maddalibristi che si è tenuto il 25 gennaio allo spazio Maddalena52. Cosa ne è venuto fuori? Lo leggiamo nel resoconto di Stefania Pilu.

“Resoconto (fumoso) della riunione dei Maddalibristi del 25 gennaio 2017.

Maddalibristi, luce della mia vita, fuoco dei miei emisferi cerebrali. Mio peccato, anima mia. Madda-li-bristi: la punta della lingua compie un percorso di tre passi scoordinati sul palato per battere, al terzo, contro la panissetta rimasta incastrata tra i denti. Madda. Li. Bristi.
Nabokov, batti cinque, yo!

Avrete capito, miei cari lettori, che anche stavolta si è magnato e, a latere, s’è parlato di libri e letture.
Focaccia (anche con le cipolle), polpettone, prosciutto e mortadella, taralli, panissa e castagnaccio: venghino, siori, venghino!

Prendendo a pretesto i regali del periodo natalizio, Giovanni di NarraZena ha tirato in ballo la doppia copia di “Trilogia della città di K.” ricevuta in dono: si è rilevato che il romanzo di Ágota Kristóf è particolarmente amato da molti Maddalibristi, ivi rappresentati da Valentina Kinoko Morelli (che, per l’occasione, ha condotto con sé Giacomo: ciaaaaoooo Giacomo, benvenuto. Tornerai? Sei rimasto scioccato?) e Marzia Giorgi. La sottoscritta ha deciso che, forse, è giunto il momento di leggerlo: e voialtri che ancora non l’avete fatto? Per i pigri, c’è anche il film del 2013 il Grande Quaderno (non sappiamo quanto riuscito).

Tra i graditi ritorni in quel del Maddalena 52, ci sono stati quelli di Orietta Zannini e di Marco da Apricale (nome degno di un pittore rinascimentale!), che, tra le letture natalizie assai gradite e particolari, annovera il romanzo “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg (ed. Iperborea), che Claudia Ravaioli ci dice che sarà presto tra le nuove acquisizioni della biblioteca.
Colgo l’occasione per ricordare a tutti i frequentatori (del Madd@52 e di questa pagina) che Claudia attende i vostri suggerimenti per le nuove acquisizioni della Berio: desiderate trovare uno specifico libro in biblioteca? Fatevi avanti (prima, però, controllate che il volume da voi suggerito non sia già a catalogo. Clicca qui per il catalogo on line (per la consultazione, non occorre nessuna identificazione).

A proposito di segnalazioni, Giovanni ci ha parlato di una festa in maschera a tema proibizionismo + Cthulhu (che deliziosi abbinamenti!), prevista per il 19 febbraio, nei locali dove si svolgono le riunioni di NarraZena (per maggiori dettagli, consultate la pagina o il relativo Gruppo pubblico).

Quando, ormai, disperavamo di vederle, sono arrivate anche Thrix Macrinnalch (che si era addormentata sul divano) e Veronica Grace. Sapete che è stra-appassionata di Scozia? Ah, lo sapete…
A riprova del fatto che siamo capaci di parlare veramente “della qualunque”, siamo stati in grado di intavolare un discorso perfino su Civitavecchia. Premessa: ci stavamo impegolando sui maori, ma Thrix, che doveva uscire a fumare e non voleva perdere la presa sull’argomento, ci ha chiesto di parlare di altro. “E di cosa?”, domandarono in coro 7 vocine. “Ma che c*^+$%o ne so! Civitavecchia!”, rispose soavemente. Et voilà.

Sul finire della serata, si è aggiunta al gruppo Emanuela Ghiron e, di passaggio, ha fatto cucù anche Luca Curtaz, che ci ha detto che Alices Diner era a casa, al calduccio, con Ettore (2 mesi), lei a dormire e lui a leggere. O era il contrario?”

Stefania Pilu

Se anche tu ami chiacchierare di libri insieme ad una bella compagnia, scrivici o iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato su tutti gli appuntamenti.

Assemblea Soci A.Ma: 1 febbraio ore 18:30

Tutto pronto per la prossima riunione dei soci A.Ma, che si terrà mercoledì 1 febbraio alle ore 18:30 presso lo spazio Maddalena52.

Nel corso della riunione si parlerà di:
– A.Ma e il 2017, costruiamolo insieme
– Festa del tesseramento
– Progetti in corso
– Varie ed eventuali

Madd@news | Sfogliabile | Marzo 2015